INTERVISTA A RENATA MUREZ E NYEI MUREZ: EVOLVERE I NOSTRI ACCORDI SOCIALI – COS’E’ UN UOMO? COS’E’ UNA DONNA?

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Intervista a Renata Murez e Nyei Murez

di Maria Sole Solinas, Maria Capaldi e Rumi Della Picandola

pubblicata il 18 ottobre 2013 da Cleargreen Inc. in occasione del prossimo Workshop sulla Tensegrità di Carlos Castaneda in Italia. 

 

Renata Murez e Nyei Murezsono le co-direttrici creative di Cleargreen, la società di Los Angeles che promuove i Workshop di Tensegrity® – l’adattamento moderno di un percorso verso il benessere insegnato a Carlos Castaneda, Florinda Donner-Grau, Taisha Abelar e Carol Tiggs, da don Juan Matus, un veggente indiano Yaqui di Yuma, Arizona e Sonora, Messico.

Cleargreen terrà un Workshop di Tensegrity® / Theater of Infinity a Fiuggi, in Italia il 23 e il 24 novembre 2013, in cui i partecipanti saranno guidati dalle apprendiste di Castaneda e dagli Istruttori Associati, nell’Arte della Tensegrità: movimenti, auto-consapevolezza e Teatro dell’Infinito – al fine di raggiungere una maggiore consapevolezza per poter essere l’autore cosciente dei propri accordi, in particolare di quelli legati al ‘genere’ in questo attuale contesto sociale in cambiamento.

• Che cosa è un accordo, nel contesto di questo Workshop?

Carlos Castaneda ha scritto che il mondo stesso, quello che sperimentiamo giorno per giorno, è un accordo. Da bambini ci viene insegnato come vedere e comprendere il mondo, allora lo vediamo e lo comprendiamo in quella maniera su cui tutti sono d’accordo. Tuttavia, ciò che chiamiamo ‘realtà’ è solo un modo di vedere il mondo, un modo creato dal nostro consenso sociale. Quello stesso consenso sociale crea un ‘elenco di possibilità’ che, nella nostra vita, accettiamo silenziosamente; facendo questo imponiamo un limite alle nostre quasi illimitate possibilità; tarpandoci le ali. Una delle alternative che spesso adottiamo è quella di ribellarci, passando così la nostra vita a lottare contro quello che ci hanno insegnato; invece di reclamare i molteplici doni che abbiamo ricevuto e comprendere quali tra questi sono quelli che nutrono i nostri valori, sogni ed aspirazioni.
Nel nostro viaggio attraverso la vita, se lo vogliamo, possiamo trovare e vivere i nostri sogni, possiamo accedere a ciò che di buono abbiamo imparato dalle nostre famiglie e dalla nostra cultura; ed al tempo stesso, superare gli accordi limitanti e farci ‘ricrescere le ali’, trovando gli accordi fatti col cuore, quelli veri e fecondi, dando più valore agli accordi con gli altri.
Questo è chiaramente visibile nell’origine latina della parola ‘accordo’, accordare. Tra le lingue romanze la ritroviamo nell’italiano accordo, nel francese accord, e nello spagnolo acuerdo. La radice della parola si riferisce all’essere ‘un solo cuore’, al risuonare da cuore a cuore, o da essenza a essenza. Il cuore è dove ognuno di noi è collegato con il proprio essere energetico – il nostro gemello interiore, o l’essenza dello spirito; è la parte di noi che viaggia nei sogni e nella nostra immaginazione e che ci aiuta a collegarci direttamente con lo Spirito: la grande intelligenza dell’Infinito. Ed è questo luogo dell’essere, in cui si è maggiormente in contatto con l’essenza del proprio cuore e da cui si generano i nostri accordi permeati di Spirito, che verrà esplorato nel corso del nostro prossimo Workshop in Italia.

• Possiamo vivere senza accordi? Perché cambiare/evolvere i nostri accordi?

A qualche livello quasi tutto ciò che facciamo è basato su un accordo. In tutte le nostre azioni ed esperienze, anche le più semplici del nostro vivere quotidiano, siamo fortemente interdipendenti gli uni dagli altri, con la natura e con l’universo. Il solo mangiare un pasto è un miracolo di accordo che coinvolge innumerevoli mani invisibili, secoli di tradizioni e conoscenze riguardo alla coltivazione, alla preparazione del cibo, etc. Non si può guidare una macchina, viaggiare sui mezzi pubblici, praticare uno sport, senza accordi sociali. L’essere d’accordo sulle linee guida consente a tutti di partecipare. Anche solo dicendo: “Per favore“, ”Grazie” e “Mi dispiace”, riflettiamo accordi sociali che permettono di riconoscerci l’un l’altro ed accettare i propri difetti.
La sfida arriva quando prendiamo parte ad “accordi” che non sono in linea con la nostra essenza – probabilmente a causa di un sistema di credenze che dice che “dobbiamo” farlo, altrimenti non saremo accettati. Ad esempio, potremmo dire di essere dispiaciuti per qualcosa ma in realtà non esserlo affatto, solo per non creare conflitti. Oppure potremmo mettere da parte qualcosa che ci appassiona solo perché la famiglia non lo approva. Tali accordi oscurano e annebbiano la nostra essenza. Quando abbiamo discusso il tema degli accordi con i nostri co-sponsors per questo workshop, abbiamo capito che volevano esaminare accordi su alcuni sistemi di credenze relativi al genere e, di conseguenza, come orientarsi in un contesto sociale in via di cambiamento. Accordi come: “Un uomo non dovrebbe mai mostrare nessuna debolezza, dovrebbe essere forte e controllato ed avere sempre le risposte“; oppure: “Una donna dovrebbe essere misteriosa e capace sia in casa che al lavoro, ma in quest’ultimo ambito non dovrebbe eccellere troppo, altrimenti risulterebbe indesiderabile”.
Sono questi gli accordi che ci appartengono e che vogliamo riconoscere, cioè divenirne consapevoli, ed individuare dove sono stati appresi; all’interno della nostra famiglia o nell’ambito culturale, per poter poi decidere cosa tenere e cosa cambiare.
Questi sono i nostri sistemi di credenze che vogliamo esaminare e chiederci: chi è d’accordo o in disaccordo qui? E’ il mio ego? Si tratta del mio ego di quando ero bambino? Adolescente? O è la mia essenza senza tempo?

Se siamo nell’ego, siamo imbrigliati in una esperienza limitante in termini di spazio e tempo, ed il nostro linguaggio tende ad essere catturato dal passato o dal futuro, esprimendosi con frasi vaghe del tipo: “Loro mi hanno fatto questo”. “Lui/lei non cambierà mai”, “Tu mi deludi sempre”, etc. etc. Dal punto di vista dell’ego, tutti gli altri dovrebbero comportarsi ed essere conformi alle nostre aspettative. Se non lo fanno, recitiamo il ruolo della vittima.
Se siamo nella nostra essenza illimitata e senza tempo siamo collegati alla vastità dello Spirito. Lo Spirito si muove attraverso di noi e non ci fa prendere ogni cosa in modo così personale. Possiamo, con sincerità, non essere d’accordo con qualcuno o qualcosa, o anche esserlo in un modo che crei qualcosa di nuovo. Possiamo far si che il disaccordo sia parte della diversità, della crescita e della scoperta, piuttosto che dell’ostilità. Siamo in grado di passare da: “Quello che mi hanno fatto”, a: “Che cosa posso fare di diverso ora per proseguire”, o anche: “Che cosa ho fatto per indurli a farlo”, ed eventualmente cambiarlo.

• Vedo che ho assorbito con facilità molti accordi limitanti appresi dalle persone più influenti sia della mia famiglia che dell’ambiente circostante. Se, ora, decido consapevolmente di creare nuovi accordi, per esempio: “Voglio essere una donna libera”, ma non ho davanti a me un modello reale e concreto di una donna che è veramente libera a cui fare riferimento, sarà più difficile per me stipulare questo nuovo accordo?

Per prima cosa vorremmo chiederti: Qual è la tua idea di “una donna libera”? Può significare: “una donna che vive in connessione con la sua essenza ed è consapevolmente collegata all’Infinito”. Per l’ego invece, può significare: “riesco a fare quello che voglio quando voglio”. Questa non è vera libertà. La libertà arriva dall’essenza e significa libertà di rispondere agli altri e all’ambiente, in un modo responsabile – ciò significa che mi prendo la mia parte di responsabilità in caso di accordo o di disaccordo e lascio che gli altri si prendano la loro. Facendo in modo che sia lo Spirito a guidare le mie azioni.
Per quanto riguarda i modelli femminili, potete osservare quello che vi hanno dato: tua madre e sua madre, le tue zie, le tue sorelle, le tue amiche, le tue insegnanti. E’ possibile che ti abbiano dato moltissimo! Molto probabilmente, e anche verosimilmente, hanno sognato che saresti stata libera di vivere le possibilità che, per loro, non erano accessibili. Che cosa hai imparato da loro? Che cosa hanno creato di buono per te?
E qualunque cosa esse abbiano creato che non ti piace o su cui non sei d’accordo, molto probabilmente ti ha aiutato a decidere come vuoi vivere, come tu stessa vuoi essere e come plasmare la tua stessa vita. Questo è il momento in cui sopraggiunge la gratitudine – riconoscendo che hanno fatto del loro meglio e ringraziando per i doni e le lezioni che ti hanno dato.

Vi sono, per esempio, alcune donne che possono essere prese come modelli nella storia, nei media, nella vostra comunità.
Una di queste donne è la nuotatrice di fondo Diana Nyad che recentemente, all’età di 64 anni, è diventata la prima persona che ha nuotato dalla costa di L’Avana a Key West, senza la gabbia di protezione per gli squali. Così facendo, ha nuotato al di là dell’accordo limitante per cui una donna di 64 anni è vecchia, ed ha stabilito un nuovo record di nuoto di fondo. Diana aveva abbandonato questo sport all’età di 30 anni per diventare una cronista sportiva. Tuttavia, una volta raggiunti i 60 anni, stimolata dalla morte di sua madre, Diana si è fermata e si è posta la domanda: “Sto davvero vivendo la vita che voglio?” Lo scopo per cui si è posta questa domanda non era tanto per capire quello che voleva fare, quanto per sapere quello che voleva essere. Dopo la recente scomparsa di sua madre, Diana ha potuto agire con coraggio e realizzare alcuni dei desideri incompiuti che aveva avuto per tutta la vita. Contro ogni accordo di tipo medico, per cui una donna della sua età non può fare 110 miglia a nuoto da Cuba alla Florida, Diana ha seguito la sua essenza e si è allenata, ha riunito un team di 35 persone, ha ottenuto sponsorizzazioni ed ha tentato la nuotata per ben quattro volte (aveva già fatto il suo primo tentativo a vent’anni). Ha resistito alle gravi punture delle meduse e ad altre avversità, prima di riuscire, al suo quinto tentativo. Il suo mantra, recitato per tutto il viaggio, è stato: “trovare un modo”. E, durante tutte quelle ore e settimane e mesi e anni, dal primo al quinto tentativo, non ha mai messo in dubbio il fatto che sarebbe riuscita nella traversata.
Un altro esempio è Malala Yousafzai, la ragazza di 16 anni della Valle di Swat, in Pakistan che, con il forte sostegno di suo padre che credeva fermamente in lei e nella sua causa, è stata da poco nominata per il Premio Nobel per la Pace, per il suo lavoro a difesa del diritto delle ragazze della sua valle -e di tutto il mondo- ad andare a scuola. Per il suo lavoro ed i suoi sforzi ha subito un attentato in cui è stata colpita e da cui è sopravvissuta, uscendone più forte che mai, con il messaggio che tutti – compresi i figli di colui che le aveva sparato – dovrebbero avere il diritto ad un istruzione e alle migliori opportunità nella vita. In altre parole, lei sa che il suo obiettivo è più grande della sua persona e che allo stesso tempo sta accettando alcune delle migliori caratteristiche della sua linea familiare.
Su scala minore, questi modelli possiamo essere noi. In questo Workshop avremo la possibilità di identificare alcuni degli accordi relativi al genere che ci bloccano e crearne dei nuovi dalla nostra essenza. Un passo alla volta, per andare verso una nuova modalità che ci viene mostrata dagli esseri viventi che ammiriamo, in cui diventiamo, insieme con lo Spirito, artefici dei nostri accordi.

• Osservando la mia famiglia ci sono accordi di genere che sono radicati nei miei antenati, tramandati da una generazione all’altra. Ad esempio, la generazione dei miei nonni ha condiviso un accordo in cui il marito era l’autorità in casa e la moglie doveva prendersi cura della casa, dei figli ed anche lavorare nei campi al fianco del marito. Ora, come uomo, sto cercando di evitare di imitare mio nonno ma, come conseguenza, ho paura di acquisire qualsiasi tipo di ruolo autoritario. Come posso modificare questi accordi che sento essere così forti e che sembrano essere parte del mio codice genetico?


La tua è una giusta osservazione quando dici che il vostro, e tutti i nostri patti di famiglia, si estendono più indietro rispetto alle madri, padri, nonni, fratelli e amici di famiglia a noi più prossimi.
Carlos Castaneda ha parlato di come la consapevolezza in sé è un ambiente, o un campo, dove il pensiero viaggia istantaneamente.
Gli scienziati nel campo dell’epigenetica attualmente descrivono qualcosa di molto simile: generazione dopo generazione, le nostre impronte emotive e comportamentali ereditate, continuano a manifestarsi nella nostra vita. Inconsapevolmente si possono trasmettere i problemi irrisolti dei nostri antenati nelle generazioni successive. Queste informazioni sono codificate nei nostri campi energetici, DNA e memoria cellulare, ed hanno un effetto sulla nostra salute e sul benessere: mentale, emotivo e fisico.
Rupert Sheldrake, biochimico e fisiologo delle piante, parla di campi di energia morfogenetici come modelli organizzativi invisibili che agiscono come schemi energetici per creare forme a vari livelli di vita. Per esempio, quando l’atleta olimpico Sir Roger Bannister ha corso il miglio in quattro minuti, ha creato un nuovo campo morfogenetico. Una volta che questo nuovo campo è stato creato, molti corridori improvvisamente sono stati capaci di correre il miglio in quattro minuti, perché si era formato un consenso ovvero la possibilità di farlo. E questo si verifica ogni volta che l’umanità entra in un nuovo paradigma.

Questa è l’importanza del Teatro dell’Infinito nella Tensegrità. Quando si fa il Teatro dell’Infinito si recita in un contesto di consapevolezza che viene vissuto come la propria realtà. Ciò che avviene in questa forma di Teatro è portare alla luce i vecchi campi limitanti, gli schemi e l’energia bloccata. Si diviene consapevoli delle energie, delle dinamiche nel proprio campo e della loro origine, se questa risale ai propri antenati, o si colloca nella prima infanzia, o in età adulta. Una volta consapevoli di tutto questo è possibile pulire il campo dai vecchi limiti, trovare ed affidarci a quella forza interiore essenziale, che tutti noi abbiamo nascosta sotto i nostri modelli; e creare nuovi campi che permettano nuove opzioni. Nel campo della epigenetica, così come nella Tensegrità, l’ereditarietà non riguarda più solamente i geni e i modelli che prevalentemente si ereditano, ma anche quei geni che si attivano e si disattivano in base al proprio intento di evoluzione.

• E’ possibile che le donne e gli uomini possano integrare questi due aspetti (maschile e femminile), all’interno di se stessi?

Sì! Entrambi i generi devono accettare in ultima analisi, i due lati di se stessi – le loro caratteristiche interiori maschili e femminili, indipendentemente dal fatto che essi vedano queste parti come opprimenti e arrabbiati o deboli e vulnerabili.
Accettare qualsiasi caratteristica si abbia, indipendentemente dal genere e da qualunque genere si è ricevuta, assumersi la responsabilità di cambiarla o di tenerla, qui è dove inizia la trasformazione consapevole.
Una volta che abbiamo eliminato alcuni schemi limitanti allora siamo in grado di accettare la nostra intera gamma di sentimenti e di capacità, integrando i punti di forza di quello che noi consideriamo come maschile e femminile all’interno di ognuno di noi – le parti maschili e femminili della nostra stirpe, e della nostra stessa natura. Possiamo essere forti e nutrire, assertivi e premurosi, protettivi e in grado di dare, connessi con lo Spirito.

• Quali sono le implicazioni nel creare accordi direttamente con la mia essenza (corpo energetico / essere di energia)?

Essere con la nostra essenza, essere allineati con il nostro cuore, la mente, le emozioni, il corpo, lo spirito, tutti allo stesso tempo – al di là del sesso, razza, età, e accordi socio-economici – vuol dire avere la capacità di adottare e riprodurre qualsiasi attributo necessario in quel momento, indipendentemente dall’etichetta che gli è stata data dalla società o da noi stessi. Si tratta di avere la forza e il coraggio di allinearci all’astrattezza dello Spirito, e quindi, all’astrattezza che è all’interno di noi stessi, lasciando che ci guidi attraverso la vita.